L'improbabile forma del libro

Esercizi didattici "intorno" alla forma del libro degli allievi della Scuola del Libro di Urbino.
Codici, prototipi di legature, libri oggetto dalla sezione di Design e Restauro del Libro



Nel libro le parole e le immagini prendono forma in un gioco che, generalmente inizia con il testo, a volte prosegue con le immagini e infine prende corpo in quella forma che conosciamo da sempre e che si e' consolidata in una pratica d'uso millenaria.
Ma a volte il corpo si ribella e chiede d'urgenza di esistere il altra forma, allora, come in questi elaborati didattici degli allievi della Scuola del Libro diventa eretico, improbabile.
La forma diventa o esplicita il contenuto, il libro si fa oggetto d'arte, feticcio, simbolo, scherzo o gioco. E in questo modo si smarca dalla prigione della necessita' d'essere strumento della comunicazione ordinaria e diventa principe di quell'otium che e' una delle ragioni capitali dell'esistenza del libro. Libri quindi da fruire in una sola occhiata, da aprire e smontare, smembrare e ricomporre o intoccabili.
Ogni prototipo insegue un'idea, la suggerisce o la declina e comunque le da' un corpo spesso improbabile o mutante rispetto alla forma convenzionale del libro. Il terreno della ricerca si fa cosi' illimitato e a volte partendo da variazioni sul tema del codice antico si inoltra in spericolate variazioni proposte in un gioco sospeso tra la piu' sfrenata fantasia e il rigore tecnico indispensabile per la fattibilita' dell'opera.
I libri improbabili sono comunque concretissimi oggetti tutti "sfogliabili" e "leggibili", nella loro essenza di esercizi di stile della legatura o nel loro esprimere con segni alfabetici e grafici un classico testo letterario o libere parole a servizio della idea stessa del libro.
Uno spazio libero per la creativita' e un omaggio a quello che Carlo Bo definiva "il piu' prezioso strumento della nostra macchina interiore".